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La mia 18° Maratona di Roma

Scritto da Antonello Morgia. Posted in Racconti di gara e non...

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1Domenica 18 Marzo. Mi sveglio alle 06.15. Oggi c'è la Maratona di Roma. Ad esser sincero non ho dormito un granché.

Faccio colazione, mi preparo ed esco di casa. Con la macchina mi avvio verso la metrò B fermata Ponte Mammolo. Nella stazione incontro molti Runners e già comincio a vivere l'atmosfera della gara. Sono circa le 07.30 di domenica mattina. Penso a quelle persone che sono ancora a letto e si perdono quest'atmosfera elettrica.All'uscita della metro (fermata Circo Massimo) un fiume di gente. Provo delle emozioni positive.

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Il Sogno Di Un Maratoneta … Siciliano

Scritto da Giuseppe Ruisi. Posted in Racconti di gara e non...

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maratona-di-romaConcedetemi la parafrasi del titolo della fiction andata in onda nei giorni scorsi su RAI1, quanto meno per il fatto che il protagonista, Luigi Lo Cascio, condivide con il sottoscritto le stesse origini siciliane.

Oltremodo ho anche avuto il piacere di scoprire che Luigi da ragazzo è stato un discreto atleta, militante per un certo periodo nelle file del Cus Palermo, allenato

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CAT Sport alla Roma-Ostia

Scritto da Alessandro Morlupi. Posted in Racconti di gara e non...

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Giornata impegnativa quella di domenica per CAT Sport. Non solo tanti podisti sulla linea di partenza della Roma-Ostia: ben 169 che ci hanno permesso di conquistare la 4^ posizione nella classifica di società, ma alcuni di noi, capitanati da Samuele sono stati impegnati nell'organizzazione della gara di contorno la "Euroma2Run".

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100 Km. del Sahara a tappe

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Siamo nell’imminenza di una nuova avventura
Domenica 4 marzo inizierà l’edizione di quest’anno ed è per questo che vi voglio raccontare la mia avventura.
Io non ci sarò ma sarò vicino agli amici che ripercorreranno la stessa strada.
La nostalgia è grande ma auguro a loro e a tutti gli altri che non conosco di provare le stesse sensazioni ed emozioni che ho trovato tra quelle sabbie.

 

Mi raccomando: la sveglia sulle note di Aisha!

Che il sogno si realizzi!

100KhSahara

100 Km. del Sahara a tappe
Tunisia
7-13 marzo 2009

Come non mai, questa volta, mi è difficile mettere a posto le sensazioni e i ricordi di questa settimana trascorsa tra le sabbie del deserto tunisino.
Avevo atteso da tanto il momento della partenza e, man mano che il momento andava ad avvicinarsi, cresceva il timore che la lunga attesa mi avrebbe fatto fare i conti con le delusioni che inevitabilmente la realtà ti presenta.
Con questo stato d’animo mi sono avvicinato al momento della partenza.
La casualità (!) mi fa incontrare all’aeroporto Giovanni, Vincenzo e Fabrizio che, con Domenico e Angelo, incontrati in seguito, saranno gli amici con i quali ho legato particolarmente e trascorso i momenti più simpatici.
L’organizzazione, precisa e puntuale, ci fa raggiungere Djerba, dove ci fermiamo per la prima notte e, il giorno successivo Douz, da dove partiremo per la prima tappa.
A Douz il clima della gara comincia a prendere corpo. La consegna dei pettorali, il controllo delle dotazioni di sicurezza e la foto di rito, sono i segnali che dal giorno dopo si comincerà a fare sul serio.
Ma il vero momento che mi mette di fronte a quello che sto per affrontare è quando, uscito dall’albergo, mi avvio verso la zona che sarà quella della partenza. Fatte poche centinaia di metri, ancora imprevisto e inatteso, il deserto! Pensavo di trovarlo più avanti ma, superata una piccola altura, eccolo: immenso e a perdita d’occhio. Davanti a me c’è un orizzonte ondulato dalle onde di sabbia delle dune.

9 marzo: 1^ tappa
Douz - Bir Lectaya
23 chilometri

Ci siamo svegliati presto.  Rapida colazione e preparazione del bagaglio.
Il gruppo dei camminatori parte un’ora prima. Li vediamo allontanarsi, accompagnati dai dromedari, lungo la pista che tra poco ci vedrà impegnati a verificare quanto ognuno di noi ha immaginato di trovare.
Per me sarà l’inizio di un lungo percorso quasi tutto in solitaria. Il numero dei concorrenti (circa 150) porterà rapidamente il gruppo a sgranarsi. Li vedo rapidamente allontanarsi e, cercando di mantenere il mio passo, mi trovo subito quasi da solo e nelle retrovie.
La sabbia prevale al terreno più duro e, immediatamente comincio a soffrire la scelta di non avere indossato dall’inizio le ghette che avevo a disposizione. Mi tocca fare diverse soste per svuotare le scarpe e i calzini, che si riempiono continuamente della sabbia finissima di un caldo colore ocra. Penso a quanto saranno lunghe queste giornate. Mi guardo intorno e vedo che il deserto è proprio deserto. Pochi rovi e ciuffi d’erba che ogni tanto macchiano appena la distesa ondulata. Comincio a fare attenzione ai segnali che indicano il tracciato e, in mancanza di quelli, seguo le tracce del gruppo che è passato davanti a me.
Improvvisamente e inaspettatamente, vedo più avanti due bambini, che al mio avvicinarsi si alzano e, vedendomi arrivare, mi porgono il cinque. E’ il momento più emozionante! Il contatto con quei bambini, sperduti nel deserto ad accudire a un piccolo gregge, che mi sorridono e che mi dimostrano lo stesso entusiasmo dei ragazzini incontrati lungo le ricche strade delle città europee, credo che sia il più bel ricordo che mi porterò da questo viaggio.
Finisco la prova in poco meno di tre ore, nelle ultime posizioni. Mi aspettavo qualcosa di meglio ma l’obiettivo da raggiungere, viste le condizioni fisiche e le mie qualità podistiche, è quello di concludere tutte le quattro tappe: speriamo bene!
Il traguardo raggiunto, comunque, rimargina le ferite e la fatica.  Trovo sistemazione in una tenda di simpatici spagnoli, con i quali trascorrerò le lunghe notti dei campi; notti freddissime illuminate dalla luna piena.

10 marzo: 2^ tappa
Bir Lactaya - Bir el Ghif
Maratona

Oggi si parte a scaglioni: tre gruppi di cinquanta a intervalli di un’ora, seguendo la classifica inversa.
Parto, naturalmente, nel primo gruppo, alle 8 e 30. La giornata si prevede durissima e la previsione sarà più che rispettata!
Il percorso è ancora più difficoltoso, gli stessi mezzi dell’organizzazione avranno problemi d’insabbiamento e figuriamoci noi a pie

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La Roma Ostia di un ragazzo degli anni ‘50

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38romaostia

Roma, pur essendo vicinissima al mare, non è città di mare. Roma è città di fiume e quel fiume Tevere ne è la vera spina dorsale.Ostia, pur essendo parte della città stessa, è altra cosa!Fa pensare alla bella stagione che sta per arrivare, alle vacanze, alle serate con le persone a cui vuoi bene, agli amici.Per i romani, di nascita o di adozione e in particolare per quelli come me, avanti negli "anta", l'avvenimento richiama inevitabilmente l'amarcord di anni che il tempo ha reso memorabili.

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