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Corriamo al Collatino 2013

Scritto da Adriano Biscuso. Posted in Racconti di gara e non...

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corrcollat2013

Questa mattina parto da casa tutto allegro per la Corriamo al Collatino, gara di periferia della capitale con il merito, nelle aspettative, di regalare un percorso moderatamente pianeggiante o comunque senza “rampe” da evocare ed ingigantire in vecchiaia, nei racconti fatti ai nipoti, i quali comunque sanno bene che si tratta sempre di racconti che si trovano in quel limbo fra favola e verità che si chiama legenda.. che i nonni propinano ai più giovani per esorcizzare l'impietoso trascorrere del tempo che mi investe in pieno.

Appuntamento e ritrovo rapidissimo al solito posto e salto leggero nella macchina del Presidentissimo; ieri sera ho mangiato qualche cosa in più e quindi la colazione della mattina è stata la solita in qualità, ma non in quantità, così sentirò un pizzico di fame prima della partenza e userò una “dopante” bustina di energizzante pre gara per una tranquillità più mentale che fisica.

Pre gara all'insegna dei saluti con i forumendoli e gli amici della società. Oggi c'è Gianluca, arrivato in bicicletta e sempre allegro; amico da tanti anni, e proprio per questo mi prende continuamente in giro ricordandomi la mia pietosa condizione da tapascione. Avendo qualche aspettativa cronometrica e volendo verificare la forma in vista del termine del ciclo di allenamento che arriverà fra due settimane, oggi mi dedico anche ad un riscaldamento degno di questo nome nel tentativo di fare una gara decente.

Solita accurata vestizione e scelta delle calzature che ricade sulle Brooks T7 Racer benché mi sia portato anche le fidate Racer ST5; qualcuno, riguardo al percorso, accenna ad un passaggio su un tratto di sterrato, ma oggi non me la sento di rinunciare alla fosforescente scarpa superleggera della casa di Seattle. Non ho fatto un vero e proprio scarico, ma una via di mezzo: venerdì palestra per il potenziamento delle gambe e sabato 10 km di corsa molto spensierata in un meraviglioso e soleggiato anticipo di primavera. Comunque ieri come oggi c'è un certo freddo ed il sito della Garmin segna 3 gradi e cielo coperto, nonostante questo Max Cave (RunningForum) in eccesso di testosterone si presenta a mezz'ora dalla partenza mezzo nudo: un vero maschio romano.

Partiamo dal villaggetto mobile fatto dai gazebo della società, per andare in zona partenza che è in un area rurale con alcuni piazzali semi deserti in quello che è il 22° quartiere di Roma e prende il nome dalla via Collatina (già antica consolare) che lo attraversa e ne ha assunto il nome in ossequio alla antica cittadella di Collazia, collocata dagli storici in base alle fonti degli anni 20 e 30 del primo secolo, ad una trentina di “stadi” dal centro, cioè dal romano pomerio e quindi orientativamente dove ora si trova la località di Lunghezza. Quando corricchiando arriviamo in un piazzale occupato da una sola  autovettura rossa targa AX(omissis), vediamo ben chiare due chiappe nude (i romani glutei) altezza finestrino: un runners che si prepara? No, le terga di un lui, parte di una coppietta in amore che alle 10 della mattina attanagliata da improvvisi appetiti sessuali tenta di avere un po' di intimità, ma quello non è il posto giusto e dopo una rapida vestizione si
allontanano fra il dispiacere generale: il loro per l'inaspettato imprevisto ed il nostro per lo sfumato spettacolo gratuito. Almeno ci poteva esibire la mattiniera fidanzatina!!

I partecipanti non sono pochi e al colpo di pistola segue una camminata di oltre 20 secondi prima di tagliare l'arco di partenza.

Il primo chilometro lo corro preoccupatissimo di tenere basso il ritmo e non a sensazione, proprio per evitare l'accumulo di lattato che nella “Corri per la Befana” pur non avendo influito sul tempo (penso), ha determinato una gara corsa in perenne difficoltà determinata proprio dal primo tratto corso troppo velocemente.

La prima parte della gara, fino al chilometro 2,500 circa, viene corsa in un rettangolone che ha come rettilineo opposto alla partenza, la via Prenestina; c'è un po' di saliscendi, ma anche il secondo chilometro scorre ad un passo di 4,21”. Gianluca mi ha accompagnato per entrambe i chilometri iniziali, ma ora non ne ha abbastanza e purtroppo mi lascia solo.

Alessandro rimpiazza prontamente la perdita. Corriamo insieme e lui mi fa' un paio di presentazioni volanti; il loro gruppetto vorrebbe  correre a 4'20”, ma in realtà vanno sui 4'30” ed io li avverto e passo avanti.

Qui avviene un fatto importante: dalle retrovie arriva un ramarro verdissimo di Villa Pamphilij: Giancarlo “Dilar”, di RunningForum; ha subito parole di esortazione e mi dice di seguirlo che tanto corre a 4'30”/4'20”...in realtà va' ben più velocemente.

Al chilometro 3,200 circa finisce il primo anello e si parte per un per il percorso normale che è un anello più ampio. Tutta la gara è un continuo saliscendi, ma le variazioni altimetriche sono comunque agevoli e per adesso non sento sintomi di stanchezza e mi attacco a Dilar nel tentativo di mantenere il suo passo che è di circa 4'15 al km; purtroppo il percorso soffre di un eccesso di svolte a destra e sinistra che fanno perdere il ritmo ed incidono negativamente sul tempo.

Ora la corsa si fa' maggiormente impegnata e mi incollo a Dilar Giancarlino per un traino amichevole. La gara scorre relativamente tranquilla ed al km 4,700 circa, dopo aver percorso poche centinaia di metri sulla via Prenestina, entriamo nella villa dei Gordiani, la famiglia dei tre imperatori romani dalla quale prende il nome il sito per i resti della residenza che si trova all'interno di questo parco: ho un attimo di preoccupazione perché mi aspetto di trovarmi male sullo sterrato.. oltre a temere un più preoccupante infangamento delle scarpe. Invece il tratto trail si snoda per soli 6/700 metri e fortunatamente non ricevo il minimo fastidio o pregiudizio dalle e per le mie T7.

Usciti dalla villa c'è una svolta secca a sinistra per il viale Venezia Giulia, dove il percorso ci impone di incrociare in salita i più forti che la percorrono in senso opposto: incrocio il primo ed il secondo che hanno fatto il vuoto; viaggiano sui 3' bassi, favoriti dalla variazione altimetrica, ma se l'incedere non è simile al nostro tapasciare, alcuni particolari sono i medesimi: sbuffano, sbavano e, dall'espressione che hanno,  maledicono il giorno nel quale hanno deciso di scegliere l'opzione agonistica di questo sport.

Il percorso non è dei più belli, ma la gara è stata più che gradevole, unico appunto che ho sentito da qualche runners, peraltro giusto, riguarda la mancanza di transenne o fettucce per delimitare meglio il percorso, con la possibilità di “interpretare” lo stesso limando qualche angolo e riducendo di qualche metro la distanza qua e là, tanto cha alla fine il computo metrico di quasi tutti dirà di una gara di circa 9 km ed 800 metri.

Una svolta a destra ci riporta su via Prenestina giusto in concomitanza con il taglio del traguardo virtuale del km 6 e insieme al cambio di direzione arriva anche il cambio di pendenza: è discesa. Lascio girare le gambe senza strafare per recuperare qualche battito, anche se ho corso tutta la gara quasi incurante della frequenza cardiaca e cercando invece di tenere un passo prossimo ai 4'15”; vengo giù allegro sui 3'30”/3'40” ed ho la percezione di farlo senza strafare, la cui cosa mi rende felice, visto che questa gara, come dicevo, la considero un test.

I 500 metri di discesa volano via e la svolta a destra su via di Portonaccio, col suo falsopiano in salita, richiama al dovere le gambe doloranti dalla seduta in palestra del venerdì precedente. Giancarlino Dilar e la sua canotta verde ramarro allungano di qualche metro, sono indeciso se rimanere proprio incollato a lui o trovare un altro pacer: alla fine decido che lo seguirò a qualche metro di distanza, ma rimane sempre lui il riferimento.

Al km 7,500 impegniamo il viale della Venezia Giulia incrociando i runners più lenti che corrono in senso inverso, stavolta loro in salita; è il tratto dove avevo visto i primi a posizioni invertite, ovviamente. Si ripete il solito gradevole spettacolo che questo tipo di percorsi regala, con il circo  dei podisti-amici che si incrociano e si scambiano saluti ed incitazioni reciproche tanto uniti durante la settimana nelle corsie delle piste e nei viali delle ville e la domenica in gara, ma che restano divisi dai tempi di corsa tanto differenti e lontani.

Siamo agli sgoccioli! Al km 8 il percorso si snoda parallelo alla ferrovia dell'alta velocità; corriamo sui marciapiedi di un parco con un praticello ai lati. Dilar mi “sfugge” e fa' girare le sue lunghe leve a sinistra, sul prato, preferendolo al lastricato del marciapiede. Ci separano sempre una quindicina di metri e quando ci infiliamo in un tunnel pedonale di una cinquantina di metri e non illuminato, lo perdo di vista. Ma ormai ci siamo: svolto a destra per viale G.B. Valente, dribblando quattro motociclisti dei vigili intenti in quella che i romani ingiustamente ritengono sia la loro migliore attività, cioè creare traffico e con grande sorpresa non vedo l'arco di arrivo dove ritenevo di doverlo trovare; la relativa tensione per la gara ed il fatto che non abbia controllato di frequente il GPS, non mi permette di verificare che mancano, nella peggiore delle ipotesi, 600 metri all'arrivo. Così, invece che spendere le forze residue tirando una lunga volata, mi trastullo
su un passo svelto ma non troppo e nel frattempo mi guardo in giro per capire dove Samuele abbia posizionato questo benedetto arco finale: nel pre gara mi aveva detto che sarebbe andato a sistemarlo appena iniziata la competizione, ma io comprendo solo all'ultimo dove si trova, quando i runners che mi precedono svoltano secchi a destra infilando una piccola via dove il traguardo spunta a poco meno di duecento metri: volatone finale a tutta birra ed arrivo con una punta di amarezza per questo piccolo imprevisto.

 Il risultato finale è ottimo (solo per me!): 41'39” per percorrere 9.760 metri, cioè a 4'16” al km di media, in una corsa impegnata ma non troppo, come testimonia il report dei battiti.

Post gara divertente con gli amici e commento generale di una gara piacevole e di un ristoro un poco zoppicante.

Buone corse a tutti e speriamo veramente in un futuro e migliore PB sui 10 km, fra una ventina di giorni, dopo la battaglia della Roma Ostia che meriterebbe la stessa sorte.

Run happy a tutti.

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