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10 marzo 2013, 3a edizione della Corriamo per l'unità d'Italia.

Scritto da Adriano Biscuso. Posted in Racconti di gara e non...

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E' sabato pomeriggio, nella sede della CAT sport si sta svolgendo già dalla mattina la giornata Brooks con Tobjas e Gabriele della casa fondata a  Seattle e il presidente della CAT, Samuele che dispensa merendine, caramelle, tè e consigli per tutti presenti, mentre al piano di sotto il Presidentissimo, Tommaso, sempre sorridente, manda al 100% la macchina organizzativa per la gara di domani, per la maratona e per tutte le altre attività dell'associazione sportiva. Pomeriggio in compagnia di alcuni amici della società e dei forumendoli Flabat, Alemarconi e Freccia29, terminata ben oltre le 21,00 per parlare con i ragazzi della Brooks e con Samuele, dei piedi e delle scarpe di Flavia Flabat.
Avendo fatto così tardi, vado a letto oltre un'orario decente ma prima preparo la borsa, nella speranza non tradita, di poter usare la muta leggera della società per la corsa di domani. Appuntamento non prestissimo al solito posto e via diretti al “Villaggio olimpico” situato al quartiere Parioli; siano nel grande piazzale su viale della XXVII olimpiade dove sorse nel 1960 il villaggio che dopo aver ospitato gli atleti è stato poi adattato a quartiere cittadino ed abitato, almeno inizialmente, dai soli dipendenti statali che ne fecero richiesta.
Questa mattina siamo veramente un pugno di persone, forse 152, come gli anni che ci indicano da quanto l'Italia è unita, praticamente va in scena uno scontro fra amici e fra la CAT Sport e la Due Ponti; io doveri puntare a fare il personale, visto che ho appena terminato il ciclo di allenamento, ma essendo reduce dalla RomaOstia, corsa ad un passo un po' allegro, nulla è scontato. Mi preparo, ma non riesco ad avere la concentrazione e la cura di domenica scorsa, così allaccio con diligenza le mie fidate T7 Racer che con il loro giallo fosforescente attirano l'attenzione di più di qualche runners. Mentre ci scaldiamo prima della partenza, c'è un'aria di una familiarità mai vissuta prima: praticamente ci conosciamo tutti e quei pochi che non si conoscono personalmente vengono presentati dagli altri.
Sulla linea di partenza accade il primo dei due episodi che danno la misura del livello della manifestazione: vengo invitato dal alcuni colleghi di corsa a posizionarmi in seconda fila, dove con giudizio sommario questi colleghi tapasci come me, ritengono meriti di mettermi (!!!). Lo sparo avviene in un clima di totale rilassatezza.
Amici mica tanto: corro il primo chilometro sull'onda dell'emotività positiva per essere stato valutato un runner veloce, insieme ai primi 10 che viaggiano sui 3'50”/3'40” ...quindi una gara dal ritmo blando per lo standard romano. Si percorre il biscotto che è stato creato sulle due carreggiate di via della XXVII olimpiade che è di circa 1400 metri e poi si converge a destra per riprendere viale Tiziano e tornare di nuovo al punto di partenza. Il percorso è pianeggiante nella prima parte e corro il primo chilometro a 3'57”, ma consapevole che non sia affatto quello il mio passo ed essendo in arrivo la salita di Villa Glori [il “tempio delle salite” di Roma, dove vanno, soprattutto, tutti i velocisti e dove ancora è possibile incontrare “la freccia del sud”..il Pietrone (Mennea) nazionale], riduco volontariamente l'andatura, attestandomi sui 4'10”, passo con il quale vorrei concludere e con il quale corro il secondo e terzo km.
Al terzo chilometro iniziamo un'altro giro nel biscotto di partenza e dopo averlo percorso ci dirigiamo su via dell'Acqua Acetosa per percorrere il perimetro nord di villa Glori ed impegnare via dell'Acqua Acetosa, un tratto veloce e pianeggiante che fa' parte del famoso “giro dei ponti”, straconosciuto dai podisti romani e da alcuni anni teatro della Corsa di Miguel.
Al quinto chilometro inizio a sentire il peso della stanchezza: siamo pochi e non c'è un pacer fisso da seguire, ne cambio uno ogni 4/500 metri. Prendo un po' di morale risucchiando qualche ottocentometrista che si era allontanato immediatamente dopo la partenza.
Con il viale della Moschea, cioè l'inversione da via dei Campi Sportivi, la strada inizia a salire fino all'ingresso di Villa Glori, dove la pendenza si fa' leggermente maggiore; il ritmo sale ma non in modo drastico: corro il quinto ed il sesto in 4'20” e 4'17”, poi con l'ingresso nel cancello del lato sud della villa il ritmo sale ancora, ma mai a meno di 5'00”. Arrivati alla sommità percorriamo il circuito asfaltato della villa in senso antiorario, così ci sono anche altri 400 metri di dislivello sfavorevole da correre.
Purtroppo oggi, pur dovendo fare il tempo, non avevo preparato i miei polsini adesivi con i passaggi e quindi faccio dei calcoli a mente e verifico che sono in ritardo sulla tabella prefissata: al km 7 ho un tempo di 30' scarsi, quindi 4'15” al km che non soddisfano le mie aspettative; facendo tesoro dell'esperienza della Roma Ostia, ovvero della salita del camping, non spingo a tutta, ma lascio un piccolo margine, per poi correre la discesa “a palla”. Ed infatti, scendo dall'empireo dei velocisti bello svelto, fino a correre il tratto a 3'06”, salvo dover rallentare per la curva a gomito a destra fuori dal cancello: proprio il percorso adatto per fare un bel tempo! La discesa prosegue verso al zona del traguardo, così corro il nono chilometro a 3'49” e l'ultimo con grande sofferenza a 4'06” fianco a fianco con la runner prima classificata che però ne ha un po' più di me negli ultimi metri del solito biscotto percorso per l'ennesima volta prima dell'arco di arrivo.
Comunque: 42'04” alla media di 4'12” e personale battuto nonostante il percorso fatto sia dei peggiori per registrare un buon tempo, ma le scuse non servono: valgo quello che ho corso, come vale quello che ha fatto qualcuno/qualcuna che ha tagliato il percorso interno a Villa Glori di 1,9 km non correndolo: senza parole... ed evito di riportare quelle dei partecipanti che hanno visto la pietosa scena!
Paddock d'arrivo tipo salotto di casa con tutti che si danno appuntamenti per gli allenamenti e/o per la maratona; per tornare alla caratura della gara, comunico urbi et orbi di aver “agguantato” il terzo posto di categoria: un brick di passata di pomodoro di quarta categoria è il premio ricevuto... ma non sarebbe stato meglio una semplice stratta di mano invece di un premio da 35/50 cents di Euro?
Comunque organizzare è sempre dura, ma forse con qualche piccolissimo sforzo in più si sarebbe potuto fare meglio.
Buone corse a tutti ed in bocca al lupo a chi correrà i 42195 metri della maratona di Roma: io sarò di servizio ad un ristoro e tiferò per tutti ...ma solo tutti quelli che non tagliano.