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CAT Sport alla XXX Firenze Half Marathon

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firenhalf2013

Puntuale come sempre, Michele della Fartlek Ostia ..Freccia per gli amici di

Runners.forumitaliano.it e di RunnerForum, mi raggiunge

sotto casa. Caffé e pastarella a

 

piazza Pio XI e via si parte per  andare a prendere il treno: direzione Firenze.

Arrivo nella capitle della Toscana in orario, alle 19:20, e taxi per andare subito a

prendere il pettorale a piazza Santa Croce. In piazza incontriamo Pablo e Roby, la moglie

..una coppia spettacolare, sempre con il sorriso sulle labbra, Walter 2.0 e Mario Sky.

Facciamo quattro chiacchere e decidiamo l'appuntamento per le 20:15 stesso piazza per la

cena pre gara.

Dopo una cena passata a discutere di tempi al km, scarpe e gare passate e future ci diamo

appuntamento per la mattina dopo sotto la statua di Virgilio per un riscaldamento. Mic

Freccia fra il serio ed il faceto professa voler correre in 1h 39'50” ...o meglio, io gli

rompo le scatole per correre la gara in questo tempo così da battere il suo PB corso alla

Roma Ostia, quindi tornato in albergo preparo una tabella di marcia adesiva da portare al

seguito, oltre alla solita meticolosa preparazione di tutto il necessario.

Sveglia molto presto e solita mega colazione, vestizione con la muta della società, Brooks

Racer ST5, unica scarpa scelta e portata, e corricchiando arriviamo per l'ennesima volta in

piazza Santa Croce in attesa della partenza. Purtroppo, causa un ritardo di pochi minuti non

incontriamo nessuno tranne la Roby, quindi dopo quattro chiacchere effettuiamo un

riscaldamento, un po' di stretching e ci avviciniamo all'arco di partenza... purtroppo

l'organizzazione della gara, conoscendo le caratteristiche del percorso e in virtù della

partecipazione di 5000 e più persone, considerando anche le gare di contorno, non ha

previsto una partenza differenziata; peraltro nel modulo d'iscrizione si chiedeva il tempo

fatto nell'ultima mezza. Per fare cosa, visto che lo spycker ha annunciato che tranne i

primi 10 pettorali, gli altri si potevano posizionare dove ritenevano opportuno: peccato.

Allo sparo mi levo il poncho antifreddo e con tutta calma passo, insieme a Michele, il

traguardo dopo “soli” due minuti. E' il prologo del primo   chilometro che assomiglia più ad

un tentativo di riscaldamento in via del Corso di sabato pomeriggio che ad una gara: mi

spiace dirlo, ma qui gli organizzatori hanno voluto dimostrare che anche alla trentesima

edizione di una gara si può sempre prendere un grosso abbaglio. Peccato, Firenze non lo

meritava. Comunque fra camminate, fermate e corsetta, percorriamo il primo chilometro in

6'00” circa, fino ad arrivare alla Basilica di Santa Maria del Fiore, dove la situazione

migliora leggermente.

Comunque corriamo più celermente, ma essendo partiti troppo indietro percorriamo in slalom

anche il secondo chilometro, mentre convergiamo a sud ovest verso la sponda nord dell'Arno

percorriamo il rettilineo di Borgo Ognissanti e il Prato fino ad invertire la marcia per

tornare indietro: certo fra lastricato, buche simili a quelle di Roma e curve, cotrocurve,

biscotti e affollamento, questa mezza di Firenze non è certo una gara da abbattimento del

personale. Comunque nei primi 4/5 chilometri si parla molto e ci si saluta moltissimo;

mentre percorro uno dei vai vicoli qualcuno urla forte “FORZA CAT” ...mi giro e trovo un

gruppo di romani di Vitinia, molto numeroso o almeno tale mi sembra. Ci salutiamo a vicenda

e anche qui trovo qualcuno di ognuna delle società più importanti della capitale.

Dal terzo chilometro inizio ad incitare Michele affinché aumenti il ritmo per poter tornare

sulla tabella prefissata ed all'inizio ho anche l'impressone che ci troviamo finalmente in

una fase nella quale rispetteremo il passo. Al km 3,300 finalmente la corsa si affaccia

sull'argine nord dell'Arno e percorriamo il Lungarno Amerigo Vespucci; il sole ci scalda un

po', visto che alla partenza io sentivo quasi freddo, mentre già Freccia inizia a cercare

l'ombra. Altro calore arriva dai numerosissimi tifosi della “viola”, che all'altezza di

piazza Ognissanti, dove alloggia il Milan che oggi gioca contro di loro, mandano ululati con

affettuosi epiteti all'indirizzo dei rossoneri.

Attraversando il Ponte alla Carraia, saltiamo dall'altra sponda dell'Arno e dopo averlo

percorso in senso inverso al km 5 torniamo nei dedali di Firenze; io intanto continuo ad

incitare Freccia che spesso corre un paio di metri dietro di me. Fra curve e controcurve ci

perdiamo per la città, ogni tanto arriviamo in un posto meraviglioso e corriamo con il naso

all'insù, forse facciamo anche sorridere qualcuno che ci guarda. Siamo quasi al km 9 quando

attraversiamo per la prima volta Ponte Vecchio, poi ancora lungarni, qualche giro nei vicoli

e con Ponte delle Grazie una parte del popolo dei corridori prende a sinistra per chiudere

la gara al decimo chilometro.

Il secondo giro si svolge simile al primo, ma possiamo correre più liberi; purtroppo Michele

la sta dando su: è una giornata nella quale le sue gambe faticano a girare, come è capitato

tante volte a me e come capita a tutti. I miei incitamenti si diradano anche perché

purtroppo tutti noi che corriamo sappiamo bene che nelle giornate sfavorevoli c'è poco da

fare. A dire il vero non è comunque una giornata no, ci stiamo godendo una delle città più

belle del mondo e lo stiamo facendo mentre siamo impegnati in una delle cose ci più ci piace

fare: correre.

Arrivati la seconda volta a Porta Romana, circa al km 17, chiedo timidamente a Mic Freccia

il permesso di allungare; del resto avremmo dovuto correre insieme tutta la gara ed io

speravo in uno dei suoi famosissimi finali in progressione, ma visto come stava andando la

gara “consumo il tradimento” ed allungo. Nei miei programmi di allenamento oggi c'era un 25

km ed avendo corso abbastanza comodamente, una sgroppata finale ci sta bene: corro il km 19

in 4'21” ed inizio a superare un numero indeterminato di runners con lo scopo di onorare in

trasferta la maglia della CAT.

Faccio qualche numero fra le curve e controcurve del percorso e percorro di nuovo Ponte

Vecchio ad una velocità anche superiore alle mie possibilità, tanto per dare spettacolo ai

tanti frequentatori e turisti che ora applaudono i podisti quasi alla fine della loro

fatica. Al km 20 corre accanto a me, già da una paio di cento metri, un fiorentino giovane e

baldanzoso; l'ho superato e si è incollato alla mia coda ed ogni tanto ci superiamo a

vicenda e fra me penso ci potremo dare una mano. Il chilometro va via a 4'12” ed il ritmo

aumenta per l'ultimo chilometro.

Mentre impegniamo il penultimo lungarno quello Serristori il ritmo si è fatto più veloce e

veniamo via a 4'05”, sono affiancato al giovane indigeno ed insieme siamo colpiti da un

colpo di vento molto forte, a questo punto lui spara un bestemmione di disapprovazione che

c'entra veramente poco con lo sport e con la buona educazione, oltre ad essere offensivo per

tutti quelli che gli correvano intorno. Lo guardo con grande disprezzo e lo mando a fare

altre cose che merita tutte, quindi levo 20” al mio passo, mi metto a 3'45” per correre i

restanti 650 metri a quel passo mentre il cretino, che evidentemente era bravo solo a

parole, si accomoda dietro, al posto che merita, ben staccato dal sottoscritto. Piccole

soddisfazioni arrivano anche da una gara del genere.

All'imbuto di arrivo attendo Mic Freccia che giunge immediatamente dopo; abbracci e

congratulazioni, anche con Pablo e moglie che troviamo a piazza Santa Croce con Violetta che

“in borghese” si è presentata per una saluto graditissimo. All'arrivo incontro anche uno

degli altri tre tesserati CAT che sono venuti a correre e tenere alto il nome della società

e del presidente Tommasone, qui a Firenze.

Mario Sky e Walter 2.0 con alterne vicende sono giunti, ma sfortunatamente non ci siamo

incontrati. Peccato veramente per i crampi di Walter.

Rientro in albergo e ritorno a Roma in giornata dopo un bellissimo WE nel quale devo

pubblicamente e nuovamente ringraziare ancora una volta Michele per la meravigliosa

compagnia e le divertenti ore passate assieme. Grazie di nuovo anche per la promessa

reciproca di nuove trasferte.

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