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Maratonina della Cooperazione

Posted in Racconti di gara e non...

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maracoop21013

Dopo l'ultimo personale ho trovato un po' di difficoltà a riprendere il solito allenamento, ed allora, mancando qualche cosa di strutturale nel mio fisico, mi metto sotto con un periodo di 4 settimane nel quale ho curato l'aumento di vascolarizzazione e incremento di funzionalità cardiaca, con un periodo di carichi chilometrici; quindi oggi, dopo uno scarico di qualche giorno mi aspetto un personale, o comunque avendo segnali di miglioramento provo un tempo anche per poter ricalibrare il nuovo ciclo di allenamento.
Solita vestizione scrupolosa e dopo aver messo le leggerissime Brooks T7 Racer, parto per un riscaldamento più scrupoloso del solito, con i velocissimi Marco ed Antonino: si scherza e si ride, ma alla fine mi allontano qualche secondo prima degli altri per schierarmi vicino alla linea di partenza. Rapido saluto con gli amici Francesco e Gianluca che non ero riuscito a vedere prima e lo speacker parte con la procedura di partenza.
Un minuto di raccoglimento ricorda a tutti i tragici fatti di Boston: follia dell'uomo che ancora esercita violenza su altri uomini. E ancora nel terzo millennio si vede una cosa simile.
Via!
Parto bene, nessuno mi intralcia. Davanti sono tutti veloci come e più di me. Le gambe girano benissimo ed in più questa è praticamente una corsa che si svolge in casa e pressoché pianeggiante. La partenza è nel posto del consueto raduno mattutino con il Presidentissimo. Tornando a noi, la vera preoccupazione è nel non strafare all'inizio: il primo km viene via a 3'56”, purtroppo non sono riuscito a fare di peggio ed il programma di fare una gara a 4'05”, alla luce dei primi metri, forse una previsione troppo prudenziale? Il secondo km ci porta sulla via Palmiro Togliatti, la strada urbana più grande e lunga della capitale. Corro il secondo km frenandomi di più e viene via a 4'00”: non so' se essere più felice o preoccupato; la fatica non si fa' sentire, ma i 10 km sono una specie di serpente che può mordere in ogni momento. Infatti, al km 1,800 circa rivedo e mi supera Marco della mia società; ci eravamo lasciati al risaldamento e lui mi ora mi chiama e mi incita di seguirlo. Declino l'invito volendo fare una parte iniziale conservativa, oltre che esiste un abisso di forma fisica fra me e lui dall'alto del suo 53° posto alla Maratona di Roma con 2h47'...purtroppo dopo la gara mi dice che mi avrebbe tirato a richiesta.. va bene lo stesso, ma un gli devo un bel grazie per l'incitamento.
Al 2,200 invertiamo la marcia e percorriamo la Togliatti al contrario, ora la strada sale leggermente, ma il tempo è sempre veloce, cioè 4'06”, e quando entriamo a via di Grotta di Gregna, il quarto chilometro è passato da poco ed inizio ad essere un po' in affanno, allora butto un occhio sul GPS e... porca miseria! Il passo è oltre i 4'15”, ma soprattutto la FC è alta: 163/165. Ho perso l'iniziativa!! Se al km 4 sto' in queste condizioni, non posso più permettermi di correre a priorità di tempi, e quindi con l'iniziativa nelle mie mani, ma devo “ascoltare” il cuore e guardare prima i battiti, consapevole che mi sono rimasti 5/6 battiti di riserva per percorrere gli altri 5 km ed 800 metri. Mi monta un po' di delusione, devo piegarmi a tempi peggiori del 4'05” di passo, però sappiamo tutti com'è l'atletica. Cerco di non perdere morale vedo se trovo un partner per succhiargli la scia, ma non trovo nulla per me, del resto a questo passo corriamo un po' diradati.
Siamo quasi al quinto km e alla rotonda vicino via Mozart c'è Samuele (il Presidente operativo di CAT) che, radio in mano, oggi fa' il giudice di gara e con tutti questi incroci del percorso, sta' con gli occhi attentissimi per evitare che qualche stupido si faccia venire la voglia di tagliare. Mi vede e mi incita ed io ho un sussulto di piacere che trasmetto positivamente anche alle gambe: grazie Samy! Quando si corre nella sofferenza fa' sempre piacere ricevere una parola di aiuto da un collega di corsa o da qualche amico che ti “spinge” incitandoti.
Arrivati alla fine di via del Badile, sfioriamo via Tiburtina e invertiamo la marcia per tornare indietro. Ora la strada accenna ad un minimo di salita per circa 500 metri ed io cerco di spingere di più: va bene la stanchezza, ma ora devo correre, poi recupererò più avanti; tengo un passo discreto e solo per qualche attimo tocco i 4'37” di passo, ma vedo che intorno a me gli altri runners tengono la mia velocità.
Il km 6, 7 ed 8, dopo questa salitella, non hanno la minima variazione altimetrica e li corro praticamente a 4'10”: va bene ma non benissimo e comunque non ne ho di più. Poco dopo il km 7, mi supera Orazio della CAT, che mi incita e mi dice: “non mollare ed attaccati a me”. Veramente un bellissimo gesto, però non ne avevo proprio; lo seguo per 2/300 metri, ma lui si allontana e non ho veramente la forza di cambiare passo.
Sembra andare tutto secondo il piano di riserva (!!), ma poco dopo il km 8 inaspettatamente, per me, si entra dentro un parco: 1100 metri di fuoristrada da affrontare con le scarpette leggere, però mentre corro mi ripeto da solo quello che dico sempre, cioè niente scuse; nonostante un po' di discesa, il tempo ne risente ed ho picchi negativi di 4'38”/4'40”, ma alla fine chiudo il nono chilometro a 4'13” di media e l'ultimo, nonostante lo scatto finale, a 4'09”.
Al km 9,400 si torna finalmente sull'asfalto ed allora, a 400 metri dall'arrivo cerco di metterci qualche cosa più di quello che ho, così ogni tanto torna ad occhieggiare il 3' davanti al settore del passo al km, sul mio GPS, ma assieme leggo i 170 bpm che sono veramente una soglia di malessere per un anziano podista come me, strappato al divano di casa.
La gara è un po' più lunga, forse 150 metri, ed io chiudo con un buon 41'15” sul mio GPS oppure 41'35” di TDS che è il nuovo personale; unico rammarico: avrei voluto vedere un 40' tondo, essendo consapevole che per accedere fra quelli che corrono a 3' al km ancora ci vuole un po' di tempo ed aver fatto un 40' mi avrebbe avvicinato all'empireo dei runners da 3' al km; comunque il 4'07” al km va bene ed è quello che valgo: qui non siamo pescatori che si possono allungare i pesci nei racconti del lunedì, nella corsa quando dici il tempo, non puoi allungarlo o accorciarlo a richiesta!
Post gara con Max Cave di Runners.Formitaliano con il quale passo molto tempo nel tentativo di trovare una maratona che possa essere condivisa da tutti gli amici del forum per organizzare una trasferta il più partecipata possibile in autunno. Incontro anche la bella Roberta che non vedevo all'Acqua Acetosa da tanto e che ogni tanto abbandona le distanze brevi per venire a correre un diecimila.
Prossimo appuntamento alla mezza di Rieti per giovedì 25 aprile.
Buone corse a tutti.maracoop21013