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CAT sport alla XVI edizione della Mezza maratona di Rieti

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mezzarieti2013

Organizzazione della trasferta un po' travagliata per impegni di lavoro (..anche oggi!), per

questo declino tanto la proposta di andare con il Presidente che ha deciso di rimanere a

pranzo nella città che fu dei Sabini quanto l'offerta di Castoro, Stefano e KingJulien di

viaggiare con loro, in quanto per motivi di spazio non avremmo viaggiato comodi, così mi

avventuro con Marco della CAT a bordo della mia piccola Smart.

Il viaggio scorre allegro mischiando argomenti dei più vari: donne, macchine, scarpe da

running e tempi fatti e da fare; a questo proposito io proverò un'improbabile 1h 29'50” e

Marco un probabilissimo 1h 19'50”. Vedremo.

Difficile ritrovo al palazzetto dello sport dell'atletica: oggi, per quanto riguarda le

indicazioni sul posto della partenza, è andata in scena la giornata del dilettante ed

infatti troviamo il luogo della partenza per caso, visto che gli organizzatori non hanno

indicato nulla sul sito e non hanno messo neanche qualche piccolo cartello per le strada

della cittadina. Il sito parlava di un'altra strada e il telefono indicato era quello di un

fax...

Fra gli amici, mentre procedo alle operazioni pre gara, spunta Grazia del Trail dei 2 laghi:

baci, abbracci, rapidi commenti sulle ultime attività e ci diamo appuntamento all'arrivo per

altre chiacchere.

Sulla linea di partenza abbozzo una sorta di riscaldamento che per fortuna, nella confusione

dei 700/800 podisti, non è stato notato, altrimenti sai quante risate avrei mosso; è stata

un'attività ai limiti del ridicolo. Il mio compagno di viaggio, Marco, più dignitosamente lo

ha evitato completamente causa mancanza di tempo. Alla fine mi ritrovo vicino a Grazia,

qualche breve altro commento e poi inizia il minuto di silenzio per Paolo “Krily”, al

termine del quale si parte.

La gara si dirige verso est nella prima parte del percorso e si svolge in ambito cittadino;

percorriamo la via Matteucci e sovrastiamo il Velino un paio di volte in virtù del biscotto

che è stato creato, per poi dirigersi di nuovo in senso inverso.

Nei programmi c'era la corsa ad un passo di 4'15” ma anche oggi nei primi 6 km, solo una

volta sono riuscito ad andare a 4'17”,per gli altri intermedi mi sono trovato sempre ad un

passo più svelto del voluto. A questo punto, alla luce del successivo svolgimento della

gara, devo fare una pesantissima autocritica: già la previsione di correre a 4'15” era

abbastanza ottimista, se poi mi metto anche a non rispettare i tempi prefissati le cose si

possono mettere male come del resto è stato. E' vero che non accusavo minimamente la fatica,

o comunque molto poco, ma è altrettanto vero che questo incedere oltre il passo previsto

nella fase iniziale della gara è figlio solo di una gestione approssimativa e

dilettantistica delle mie capacità; in tre parole: sono un cretino. Mi auguro di correggere

il prima possibile questa mia grave lacuna.

Al km 2,200 entriamo nei vicoli di Rieti: il percorso è nervoso e ricco di sali scendi, io

procedo bello allegro. Presa via Garibaldi la strada sale abbastanza decisamente fin quasi

alla fine, dove inizia la discesa più ripida della competizione ed io avanzo fra la

tentazione di andare giù veloce e recuperare insieme un po' di battiti aumentati

nell'arrampicata.

Al km 6 circa siamo quasi fuori dall'abitato o comunque ci stiamo andando. Aggancio un vispo

gruppetto che incede a 4'15”; siamo circa 10/12 persone che hanno intenzione di mantenere

questo passo. Mi sento un po' tirato, ma ritengo di aver trovato il treno giusto; corro con

loro: siamo tutti stretti e compatti, mentre davanti e dietro non c'è nessuno, praticamente

corriamo in una nuvola, così serrati da toccarci spesso.

Poi, al km 9,500 arriva un dolore forte al fianco destro e qui parte una gara differente: da

qui in poi soffrirò fino a pensare due o tre volte di fermarmi o di correre a passo

turistico.. rectius, più turistico del mio. Il gruppetto guadagna 20/30 metri ed io non

riesco a reagire, anzi il GPS mi ricorda che corro addirittura ad un passo di 4'20”/4'25”.

Al 10,500 il dolore si attenua e praticamente passa, allora do un paio di strappi e rientro

nel gruppo, ma è un fuoco di paglia: pian piano i runners vanno via inesorabilmente ed anche

qualcun altro si stacca per venirmi a fare compagnia. La cosa peggiore è che faccio molta

fatica ad avanzare e non riesco ad avere mai la percezione chiara di correre in pendenza

favorevole o meno.

Al km 11,700 circa, se non sbaglio, un collega di fatica mi fa' notare un piccolo altarino

pieno di fiori che ricorda il posto dove è morto Paolo: ognuno, secondo la propria

sensibilità, onora il passaggio con un gesto, una preghiera o una parola, mentre continuiamo

a fare la stessa attività che pur amata lo ha portato via.

Continuiamo a correre nella campagna, mentre io continuo a soffrire mentalmente per la corsa

pressoché solitaria. Dal km 15 al 18 corro sempre oltre i 4'20”, benché le variazioni

altimetriche siano irrilevanti. Poi, al km 19 torna un ritmo decente: evito appositamente di

guardare il GPS per non farmi influenzare e viene fuori un parziale di 4'15”, ma è una sorta

di ultimo colpo di orgoglio, poi sprofondo nuovamente in un passo molto peggiore e gli

ultimi due chilometri sono di gran fatica ed entrambi ad oltre 4'20”.

Ingresso nello stadio un po' difficoltoso e arrivo in una bellissima pista, dove un collega

mi supera a velocità doppia della mia, incitandomi, ma ormai sono piantato sulle gambe e

arrivo senza alcun sussulto d'orgoglio.

Comunque è PB 1h 30'47” del mio Garmin oppure 1h 31'33” ufficiale. Il muro dei novanta

minuti resiste, ma probabilmente le mie previsioni erano veramente troppo ottimistiche.

Marco, il mio compagno di viaggio, invece, è primo di categoria con un ottimo 1h 22'36”,

macchiato da una sosta di due minuti e mezzo al sesto km per “motivi personali”; prima di

categoria anche Grazia ed anche a lei caciottona della zona nel pacco regalo.

Finale con le solite chiacchere fra amici e via, di nuovo verso Roma con la smartina piena

di borse, scarpe, caciotta e stanchezza, che arranca sulla Salaria.

Alla prossima domenica con una gara in relax (per me) e da godersi per il paesaggio: l'Appia

Run; ed allora buone corse a tutti.

mezzarieti2013

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