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La mia 18° Maratona di Roma

Scritto da Antonello Morgia. Posted in Racconti di gara e non...

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1Domenica 18 Marzo. Mi sveglio alle 06.15. Oggi c'è la Maratona di Roma. Ad esser sincero non ho dormito un granché.

Faccio colazione, mi preparo ed esco di casa. Con la macchina mi avvio verso la metrò B fermata Ponte Mammolo. Nella stazione incontro molti Runners e già comincio a vivere l'atmosfera della gara. Sono circa le 07.30 di domenica mattina. Penso a quelle persone che sono ancora a letto e si perdono quest'atmosfera elettrica.All'uscita della metro (fermata Circo Massimo) un fiume di gente. Provo delle emozioni positive.

Mi avvio verso i camion per il deposito delle borse. Scatto delle foto con il cellulare. Incontro un pò di persone che conosco. Avverto un'atmosfera eccitante.

Mi cambio,  deposito la borsa e mi avvio verso la gabbia. Entro e in un attimo si parte.  Sono concentrato.

 La gara fila via liscia. Piazza Venezia, Teatro Marcello, via Ostiense, Testaccio e Lungotevere, siamo già qui! Ecco San Pietro. Il pubblico ci incita al passaggio. Do qualche "cinque" e mi diverto. Che bella spinta! Raggiungo i pace maker delle 3.45. Stò con loro finché posso. Sulla salita di Villa Glori sento le gambe dure. Non tengo il passo. I pace Maker mi distanziano. Mi demoralizzo un po'. Cerco di mantenere la concentrazione. Le gambe sono sempre più dure. Ormai siamo sulla via del ritorno. Lungotevere, il tunnel, un po' di discesa e rifiato. Entro in piazza Navona. I turisti pranzano e noi corriamo ormai sfatti. Largo di Torre Argentina. Palazzo Grazioli. Entro in via del Corso. Non vedo l'ora che finisca.

2Piazza del Popolo. Piazza di Spagna. Sono stanchissimo. Ecco Fontana di Trevi e giù verso Piazza Venezia. Ho un dolore al costato. Respiro e riesco, per ora, a superare la crisi. Proseguo verso il 40 km. C'è il rifornimento organizzato da Cat Sport. Ci arrivo, bevo acqua e sali e mangio un pezzo di banana. Ho già cominciato ad avvertire dei crampi alla gamba sinistra. Proseguo per Via dei Cerchi. Circo Massimo, vento contrario e polverone. Che fatica. Svolto a sinistra in via di San Gregorio. Sono esausto. Al 41 km vedo un runner a terra privo di sensi (o così mi sembra, anche io non sono molto sobrio). Altra avvisaglia di crampi. Sono costretto a fermarmi e a camminare. Guardo se ci sono i miei ad aspettarmi. Mi spiace essere ormai alla frutta e farmi vedere così. Non ci sono. Meglio così (dopo scopro che mi aspettavano da un'altra parte). Riprendo a correre. Ormai c'è il Colosseo. Lo giro. Accidenti un crampo mi blocca! Mi butto a terra ed un tizio mi aiuta a distendere la gamba. Provo a rialzarmi ma sono ancora bloccato, paralizzato. Riesco a rimettermi in piedi e in qualche modo a camminare. Sono a 500 mt dall'arrivo. Penso che ormai ci sono, e che mi andrò a prendere la medaglia anche strisciando. Non posso mollare proprio ora. Supero la crisi, riprendo a correre e copro la fatidica distanza di 42195 metri dalla partenza. Ho finito. Sono finito. Provo un senso di nausea. Non vedo l'ora di tornare a casa, ma sono felice di essere arrivato. Già sto pensando all'appuntamento del prossimo anno. Ma non è finita! Le emozioni che provo tornando a casa, ripensando alle 3 ore e 55 appena vissute non possono essere descritte, bisogna viverle!

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