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Un giro della morte che ti fa sentire vivo!

Scritto da Gianluigi Festa. Posted in Racconti di gara e non...

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4x400

Una dedica speciale a 4 speciali moschettieri: staffetta 4x400, Farnesina Stadium!

Avevo ripromesso a me stesso, dopo un ultimo disastroso 400 corso in 54", che mai più avrei rimesso le chiodate, che mai più avrei corso in pista, che, probabilmente, mai più avrei disputato una gara podistica. Sono passati quasi 15 anni da quella mia improrogabile decisione: promessa a me stesso... mai mantenuta!

Correre fa parte di me infatti, ma quel giorno in cui vedevo tramontare i miei ultimi sogni sportivi, con tendini distrutti, dolori sparsi, passione affievolita dalle sconfitte e dalle delusioni, ero sincero: l'atletica non regala nulla e neppure io volevo regalarle più i miei sacrifici. La vita va avanti anche senza sport ed avevo ancora tanti sogni e nuove strade da percorrere.

Ma poi...io e Chiara, mia moglie ci siamo conosciuti sul tartan di Frascati, un pò di jogging, un piccolo ricordo...Annamaria Cardia...soffi sulla cenere e arde nuovamente un fuoco. Ormai mi sono appassionato di trail, i tendini infiammati non mi permettono di indossare le scarpe chiodate, la velocità è svanita e correre in pista con tempi molto più alti ma con la stessa fatica non mi divertiva ed all'inizio la proposta non mi allettava molto: tra No limit marathon e scalate a Monte Catillo e Ciaspeate varie, la pista proprio non c'entrava nulla! Ma Annamaria è stata più forte delle mie rimostranze: si fa sempre in quattro per noi, non potevo dirle di no! E così ci sono ricascato! La 4x 400, incredibile e addirittura sono tornate le medaglie in casa, in ben due edizioni dei regionali! E così anche stavolta non ho potuto dirle di no, ho perfino litigato a lavoro per esserci, ma non solo per lei stavolta: mi emoziono pensando che mio padre sia venuto a vedermi, come quando vincevo. Mi inorgoglisco sentendo il tifo dei miei figli e di mia moglie ed è per loro che provo a spingere sul dannato manto gommoso, nonostante gli scarsi allenamenti ed i dolori, più forte che posso. Ma c'è anche un altra ragione che mi spinge ad esserci in quel maledetto, speciale, straordinario anello rosso, adesso: i miei compagni di squadra. Siete speciali Arellano, De Fabiis, Allegrini e Guerrieri. Grazie per le medaglie, il tifo, l'affetto e la stima che mi avete regalato. Siete la più bella squadra in cui abbia mai corso! E vi prometto una cosa...tendini o no, io ci sarò sempre con voi ed ogni volta proverò a correre un secondo più veloce, finchè la grinta ed il fisico me lo permetteranno. L'animo c'è, comunque, e so che quando avete quel testimone in mano anche voi date sempre il massimo: è questo il bello della staffetta, dare di più, anche per gli altri. Sentirsi un unico atleta per 4 quattrocento metri. E insieme, anche il giro della morte fa meno paura.

Vi abbraccio!

Ps: Complimenti alle ragazze: siete state straordinarie! Altro che femminucce! Grandi!

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